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<p>La band londinese Linear Sphere si presenta al pubblico con il loro debut album intitolato "Reality Dysfunction". Un album che sa unire in sè più generi musicali che vanno dal progressive più tecnico fino al metal con elementi che si spingono fino al death e al Jazz, per questo definibili Prog-fusion metal. Linear Sphere è una band tecnicamente impeccabile che il più delle volte fa sembrare semplici passaggi davvero intricati e molto poco lineari (a differenza del loro nome).

Il disco, a parte i brani di apertura e di chiusura, scorre in modo molto piacevole; la prima e l'ultima traccia sono piuttosto lunghe (rispettivamente di dieci e venticinque minuti) e possono quindi risultare particolarmente noiose da ascoltare se non si è amanti dei tempi esageratamente dilatati della musica prog, ma ciò di cui sono sicuro è che nulla si può dire contro queti due brani che sono gestiti, nella loro lunghezza, in modo eccellente. Tutti gli altri brani del disco hanno una durata molto più accettabile visto che non superano mai i sette minuti, e ciò fa apprezzare ancora di più l'intera opera.

Lo stile, come ho già detto, è molto vario e spazia su piť generi ma ciò che accomuna tutti i brani del disco sono le atmosfere cupe ed oscure che fanno da contorno ai virtuosismi dell'intera band. La band è di recente formazione (si è formta nel 2002) e questo è il loro primo lavoro ma sembra di sentire suonare una band già matura; sarà forse che tre di loro insegnano in una delle più importanti scuole di musica d'Europa (the Guitar Institute), quindi sicuramente non manca loro l'esperienza e la conoscenza musicale per suonare a questi livelli.

Le uniche critiche che vanno mosse a questi ragazzi è l'assoluta complessità del genere : i brani infatti non lasciano una grande traccia nella memoria di chi ascolta. La voce è particolare ma dalla timbrica stranache si avvicina allo screaming death e che quindi gli amanti del progressive metal potrebbero non apprezzare ma che nel genere proposto dai Linear Sphere è perfetta; il problema è che la voce di Jos Geron non va qusi mai sul pulito. Detto questo posso concludere consigliando questo disco a tutti gli amanti della musica tecnicamente valida, a coloro cui piace il technical death metal e il progressive metal. Una band davvero da ascoltare con attenzione che promette benissimo per il futuro del metal.

Recensore: Gabriele

www.ondalternativa.it